• Giorgio Trabaldo

Sono Giorgio Trabaldo, molti mi chiamano Gió, qualcuno Giorgione per sorriderci su.



Da piccolo ho giocato a basket a livelli agonistici per tanto tempo, mi è sempre piaciuto pescare, vivere bene e stare da solo. Ero uno di quei bimbi che se la cavava bene a scuola, anche se avevo capito che non era la strada per me ‘quella’ . Se c’è una cosa che i miei mi hanno insegnato è il senso di lavoro sodo e sacrificio (che ancora oggi fanno) oltre a tanti valori che ancora porto dentro.

Ancora adesso mi piace la solitudine ma solo quando non sono in mezzo a tanta gente, come vedi spesso nelle foto o video sui miei social (ecco perché oggi l’apprezzo ancora di più e la ricerco).

Sono giovane, non importa quanto, mi sto per laureare in economia e sono una persona che é cambiata molto negli ultimi 4 anni (o migliorata se ti suona meglio).


Da ragazzino, insomma nel periodo di piena adolescenza, perdevo tanto tempo, ero alla ricerca di qualcosa che mi rendesse ‘felice’ o comunque soddisfatto: più difficile da trovare di quanto pensassi. Sentivo che volevo fare la differenza ma non capivo da dove iniziare. Ero indeciso, frustrato, incapace di prendere una decisione.


Oggi non ho tempo per perdere tempo perché porto avanti business, relazioni, lavori, consulenze, studi, svaghi…e chi più ne ha, più ne metta.

Questo cambiamento é avvenuto in 4 anni, 4 anni di lavoro sodo sodo sodo, molto più sodo di quello che puoi immaginare. Il primo passo per diventare l’imprenditore di successo, l’innovazione costante che sono ora, è stato capire che ciò che cercavo non era dov’ero, né come persona né tanto meno nel classico lavoro.


Alla fine sono cambiato si, ma il bambino che ero me lo sono portato dietro e gli ho dato un po’ retta: vivere a pieno la sua vita, imparare, impegnarsi, sfidarsi e volersi costantemente superare per arrivare a essere il migliore in un settore. Di lui non ho tanto mantenuto il voler stare da solo perché crescendo ho capito l’importanza della comunicazione e delle persone, anche se stare da solo non è barattabile con niente e nessuno ancora oggi. Ecco perché non cedo a frequentazioni di circostanza.


Ecco che mettendo insieme passato e presente ho trovato una soluzione alla mia indecisione: cercare un’ attività, un lavoro, un qualcosa che mi permettesse di esprimermi, divertirmi e guadagnare allo stesso tempo.

Creo reti di relazioni forti,

cresco sempre di più grazie a queste (come professionista e come persona) e condivido informazioni a migliaia e migliaia di persone su come muoversi oggi e con quale approccio mentale farlo.


L’online marketing applicato al network marketing (per farla semplice) sono stati la risposta.

Mi occupo di business online da 4 anni, anche se ho una conoscenza molto ampia e generale sul mondo del lavoro e delle aziende grazie a corsi, eventi e rapporti professionali con imprenditori di spessore nazionale.


Oggi vivo una vita diversa, la mia vita, con le mie regole e le mie scelte; non pensare che sia una vita facile, altroché.


My life is not so easy!

A volte mi alzo e ho più notifiche che ore di sonno, perché ho decine di persone che si rivolgono a me per consigli, per parlare, per problemi o per un semplice supporto.

A volte ho dei problemi grossi anche io da risolvere e li risolvo mentre risolvo quelli degli altri. Dare è stata la mia ‘cura’ più grande.


Per fortuna non mi piacciono le cose banali, mi piacciono le cose difficili, quelle che nessuno crede che si possano fare.


Io invece non piaccio a tutti perché a volte esagero, parlo di money e sembro troppo entusiasta della mia vita. Poi credo di non piacere tanto a chi non capisce come io riesca ad ottenere i risultati che faccio.

Può succedere, quando arrivi in alto in un settore, riceverai più critiche che altro ma è un prezzo che vale la pena pagare perché tanto un prezzo lo paghi sempre, anche a non essere nessuno.

Mi sto laureando, alla faccia di tutto quello che dicevano di me e che tutt’ora dicono tipo: non si possono fare 2 cose contemporaneamente. Io ne faccio 16 e mi piace cosi. Tanto le faccio per me e per coloro a cui tengo.


Quindi perché dovrei non esserne contento?

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